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Depeche Mode
18 febbraio 2006, Forum di Assago
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Forum di Assago pieno per questo ritorno dei Depeche Mode a Milano. L'ultima volta c'erano stati a ottobre 2001. Oggi ci tornano per presentare il disco nuovo, Playing the angel.

Il concerto inizia in orario perfetto. Dave Gahan, il cantante, indossa giacca e vestito neri e prende il centro del palco. Martin Gore, chitarrista e mente del gruppo, ha uno strano cappello in testa e una chitarra dalla forma particolare. Si mette alla destra di Gahan. Andy Fletcher va alla tastiera, salendo sopra una specie di astronave, alla sinistra di Gahan. Dietro i tre, il batterista Christian Eigner e il tastierista Peter Gordeno.

Anche stavolta, palco e luci sono stati progettati da Anton Corbijn (fotografo e regista che lavora con i Depeche Mode da oltre dieci anni). In fondo al palco, un grande schermo proietta di continuo immagini del gruppo. C'è anche una strana sfera di metallo che trasmette messaggi di varia natura.

Si inizia con A pain that I'm used to, canzone che apre anche Playing the angel. Si vede subito che Gahan è in grande forma, nonostante i suoi quasi 44 anni. Si prosegue con John the revelator e A question of time, vecchio successo del 1986. Le tre canzoni iniziali hanno un ritmo rock: il pubblico del Forum si scalda subito.

Anche Gahan si scalda subito: alla terza canzone è già a petto nudo. Il concerto enta nel vivo. Il gruppo suona Policy of truth (un successo del 1990), Precious (il primo singolo del nuovo disco) e Walking in my shoes, una delle loro canzoni più belle. Si va avanti con Suffer well (scritta da Gahan), Demaged People e Home (cantata da Gore).

Dopo I want it all e The sinner in me, è la volta della bellissima I feel you, canzone rock del 1993. Si prosegue con Behind the wheel, una canzone piena di ritmo, e con World in my eyes.

Arriva così il momento di due grandi successi dei Depeche Mode, Personal Jesus e Enjoy the silence. Sono due canzoni molto famose: il pubblico canta e batte le mani spinto dall'entusiasmo. Arriva anche la prima pausa: il gruppo lascia il palco per qualche minuto.

Si riprende con Shake the disease (cantata in modo emozionante da Martin Gore) e con gli storici successi Just can't get enough (del 1981) e Everything counts (del 1983). Tutti si divertono molto, anche perché Gahan ha ancora abbastanza energia per saltare da una parte all'altra del palco e per trascinare gli spettatori. Seconda pausa.

È il momento delle due canzoni finali. La prima è Never let me down again, successo del 1987. La seconda è Goodnight lovers, cantata da Gahan e Gore assieme, come a voler ricordare i 25 anni di carriera condivisa. Tra gli applausi, il gruppo saluta più volte e se ne va.

Insomma: un concerto bello ed emozionante. La voce di Gahan era quasi quella dei bei tempi e gli altri musicisti erano in forma. Non si è certo visto lo splendido spettacolo del 1993 e, forse, le differenze con il concerto del 2001 erano poche. Però, anche stavolta, chi è andato a vedere i Depeche Mode ha speso bene i soldi.

     
 
 
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