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Amores perros
di Alejandro Gonzalez Inarritu
Con E. Echevarria, G. Toledo, A. Guerrero, V. Bauche, G. G. Bernal
Anno: 2000
Durata: 147 min.
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Un film duro e originale.

Città del Messico, la capitale del Messico. Un incidente stradale è il pretesto per raccontare le storie delle due persone coinvolte nell'incidente e di una terza che sta sul marciapiede.

Nella prima delle tre storie, Octavio è un ragazzo povero che vive in periferia. Octavio vuole fuggire con Susana, la moglie di suo fratello Ramiro. Per mettere insieme i soldi necessari alla fuga, Octavio fa combattere il suo cane nei crudeli combattimenti illegali tra cani. Ma Susana lo tradirà: gli ruberà i soldi e scapperà con Ramiro.

Nella seconda storia, Daniel è un ricco editore che lascia moglie e figlie per andare a vivere con Valeria, una modella, e il cane di lei. Ma Valeria perde una gamba nell'incidente che apre il film. Valeria non può più fare la modella e non riesce ad accettarlo. Daniel cerca di consolarla, ma non ci riesce. I due non riescono più a comunicare. E il loro amore va in crisi.

Nella terza storia, «el Chivo» è un anziano ex professore universitario. Molti anni prima, aveva lasciato la moglie e la piccola figlia per andare a combattere con i ribelli comunisti. Ora, vive povero, in mezzo ai suoi cani. E guadagna soldi ammazzando gente su commissione. Ha però un sogno: riconquistare l'amore di sua figlia, diventata oramai donna, che lo odia per averla abbandonata.

Inarritu ci mostra che la vita in una metropoli (cioè la vita moderna) è dolorosa. Solitudine e disperazione sono ovunque. E questa violenza psicologica tocca tutti: ricchi e poveri, uomini e donne, giovani e anziani, delinquenti e brava gente. Insomma: come suggerisce il titolo del film (in spagnolo, perro significa cane), è una vita da cani.

Ma perché l'uomo moderno sta così male? Perché ha scelto come valori l'egoismo, la violenza, il tradimento.

Protagonisti del film sono i cani. I cani sono fedeli e buoni, mentre gli uomini sono traditori e cattvi. In un mondo di uomini che non comunicano, l'unico conforto alla solitudine è un cane. E se un cane è cattivo è solo perché un uomo l'ha fatto diventare così. Cioè: un cane diventa una bestia solo perché è una bestia il suo padrone.

Il film ha tante idee originali. Per esempio, le persone che fanno l'incidente (Octavio e Valeria) e quella sul marciapiede (el Chivo) non si conoscono e non si conosceranno. Il film racconta le loro storie, ma solo per noi spettatori. Per Inarritu, l'uomo vive in una solitudine così grande che, oggi, al massimo, la gente si sfiora.

Il finale del film non dà speranza. El Chivo è tornato a vestire come un borghese (cioè: perfino gli ideali politici falliscono) e cammina verso l'orizzonte. Ma il paesaggio intorno è tetro. E al cane che è con lui (è il cane di Octavio: gliel'ha rubato nella confusione dell'incidente) ha dato il nome di Negro.

Inarritu racconta le storie con stili diversi.
Nella prima, il ritmo è altissimo. Nella seconda, c'è molta tristezza e la storia sembra un racconto di fantasia (il cane di Valeria sparisce per giorni sotto il pavimento della casa). Nella terza, il tono è drammatico.

     
 
 
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