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Arancia meccanica
di Stanley Kubrick
Con M. McDowell, P. Magee, A. Corri, A. Morris, S. Berkoff
Anno: 1971
Durata: 133 min.
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Bellissima la storia, splendide le musiche, bravissimi gli attori e Kubrick.

Come tutti i film di Kubrik, la sua visione richiede impegno. Si parla infatti di temi importanti e in modo profondo.

Il film s'ispira al libro di Anthony Burgess e racconta la storia di Alex, un adolescente a capo di una banda di delinquenti come lui. Ogni notte, Alex e i suoi sfogano la loro violenza sui marciapiedi della città. Una violenza crudele, che non ha giustificazioni e che nemmeno le cerca. Ma un giorno Alex viene arrestato e sottoposto a una particolare cura, che dovrebbe trasformarlo in una persona buona. Le cose non andranno così.

L'uomo può cambiare? Da cattivo può diventare buono? No, risponde Kubrick. Perché il male è dentro di noi e non lo possiamo cancellare. Non siamo liberi di farlo.

E se la colpa del male fosse della società? No, per Kubrick la società non c'entra. Anche se è vero che spesso il potere usa la nostra capacità di fare il male per i propri scopi. In questo senso, la società è peggiore dei delinquenti che sfrutta.

E se invece fossimo liberi di scegliere? Cioè: e se il male fosse una scelta, un atto volontario? Il mondo ci vuole tutti buoni e bravi: forse qualcuno sceglie il male come gesto di ribellione. Se le cose stanno così, Kubrick preferisce chi si ribella e sceglie il male a chi fa il bene solo perché tutti fanno così. O solo perché è diventato buono dopo una cura.

Kubrick è certo: la realtà è piena di male. Venga esso dalla natura umana, dalla società o da una libera scelta personale. Non viviamo nel migliore dei mondi possibili. L'unico progresso del genere umano è quello scientifico e tecnico. L'uomo resta sempre cattivo.

Divertente e originale il linguaggio usato da Alex e dalla sua banda. Splendide le musiche, che sono soprattutto di Beethoven.

     
 
 
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