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City of God
di Fernando Meirelles
Con M. Nachtergaele, S. Jorge, A. Rodrigues, J. Haagensen, D. Silva
Anno: 2002
Durata: 135 min.

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Un film che non passerà alla storia, ma che è intenso e vero. Parla della Città di Dio, una favela di Rio de Janeiro, in Brasile. Le favela sono quartieri di baracche alla periferia delle grandi città brasiliane.

Meirelles ci mostra la dura vita della favela, che è miseria, omicidi, rapine, droga. Lo fa con la storia di un gruppo di ragazzi nati lì. Tra tutti, solo Buscapè ha interessi non legati alla violenza o ai soldi facili. Sarà l'unico a non finire male.

Insomma: chi nasce in un ambiente senza alternative alla violenza è condannato. Diventa infatti violento, perché crede che l'unica via possibile sia la violenza. Solo pochi resistono. Ed è triste vedere il poco valore che questi ragazzi danno alla propria vita. Anche perché quello che danno alla vita degli altri è ancora più basso.

La responsabilità della violenza è anche dello stato. Infatti, molti poliziotti sono corrotti. Come fermare la violenza se chi dovrebbe farlo ha le mani sporche?

L'unico modo per non farsi corrompere dalla violenza è evitarla. In alcune scene, ci sono persone che non hanno mai fatto il male. Poi iniziano a farlo e non smettono più. Diventa normale, si abituano. È purtroppo un meccanismo naturale nell'uomo. All'orrore ci si abitua. Stiamone lontani.

Efficace il linguaggio comico dei personaggi. Il male ci fa perdere la testa e diventare ridicoli pagliacci. Una tragedia.

In Italia, il film ha avuto poca attenzione
. Noi Italiani siamo gelosi della nostra immagine da cartolina del Brasile. È un posto con belle spiagge, ideale per le vacanze: perché preoccuparci d'altro?

     
 
 
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