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Cognome e nome: Lacombe Lucien
di Louis Malle
Con A. Ninchi, A. Clément, P. Blaise, H. Lawenadler, T. Giehs
Anno: 1974
Durata: 135 min.
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Un film che ci mostra com'è facile fare il male.

Sud della Francia, estate 1944. La Seconda guerra mondiale infuria in Europa. La Francia è occupata dai soldati tedeschi. Lucien, un adolescente figlio di contadini, cerca di entrare nei partigiani francesi, che combattono i Tedeschi. Rifiutato, entra per caso nei collaborazionisti (i civili francesi che aiutano i Tedeschi). Qui, Lucien conosce il lusso e la vita facile. S'innamora però di una ragazza ebrea e la aiuta a sfuggire ai Tedeschi. Catturato, viene fucilato.

Malle ci dice che il male è alleato dell'ignoranza. Lucien è ignorante. Entra nei collaborazionisti perché non ha i mezzi culturali per capire che i collaborazionisti sono criminali.

Il male è alleato anche della povertà. Lucien è povero. Vede che i collaborazionisti hanno molti soldi e fanno la bella vita. E non resiste alla tentazione di diventare come loro.

Il male è anche alleato dell'emarginazione. Cioè: il male attira gli emarginati (quelli che contano poco o niente nella società). Lucien è un adolescente in cerca d'identità. Lavorare per i collaborazionisti gli dà finalmente un ruolo sociale. Lo stesso vale per gli altri collaborazionisti del film: sono tutti emarginati che, aiutando i Tedeschi, possono finalmente contare qualcosa. E ciò vale anche per France, la ragazza di Lucien. France è ebrea e perciò emarginata. Perché gli Ebrei erano odiati a morte dai Tedeschi. Ma essere la ragazza di Lucien le dà modo di contare qualcosa. Anche se il suo amore è ambiguo. Infatti, France sa che Lucien lavora per i Tedeschi e per questo lo odia.

Il male è anche alleato della debolezza. Albert, il padre di France, ha buoni rapporti con Lucien e gli altri collaborazionisti solo perché è ebreo e perciò debole. Ha quindi bisogno della loro protezione, pur essendo un ricco borghese.

Il male è anche alleato della sete di ricchezza. Albert accetta l'orologio d'oro che Lucien gli regala, anche se sa che è stato rubato. La madre di Lucien critica il figlio perché è un collaborazionista, ma accetta da lui soldi rubati. Quando Lucien uccide il soldato tedesco che sta arrestando France, corre subito a rubargli l'orologio d'oro di Albert. Il soldato tedesco l'aveva a sua volta rubato poco prima.

Il film creò polemiche. Per i critici comunisti, era sbagliato dire che tra i collaborazionisti c'erano solo emarginati (cioè proletari). Per i critici borghesi, era sbagliato dire che la borghesia (interpretata da Albert) era scesa a patti con il male. Un po' tutti i critici dissero che Malle aveva mostrato solo il punto di vista dei collaborazionisti (il male), ignorando quello dei partigiani (il bene). In più, molti dissero che Malle aveva dato giustificazioni psicologiche e sociali ai collaborazionisti. Così, li aveva resi umani, mentre erano solo dei criminali.

     
 
 
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