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Il cacciatore
di Michael Cimino
Con R. De Niro, J. Cazale, J. Savage, M. Streep, C. Walken, S. Stoler
Anno: 1978
Durata: 175 min.
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Un film che parla di molti temi: la guerra, l'amicizia, l'amore, l'odio, la speranza. Un film che parla anche degli Stati Uniti degli anni '70.

Michael, Nick e Steven sono tre giovani amici americani. La loro vita è normale: vivono in una città come tante e sono tranquilli operai. Ma un giorno arriva ai tre l'ordine di partire per la guerra in Vietnam (uno stato asiatico in cui gli Americani combatterono dal 1964 al 1975). L'orrore della guerra cambierà per sempre le loro vite.

Il film è diviso in tre parti. Nella prima, i tre amici sono in America e vivono la loro vita. Cimino ci descrive il loro mondo di valori e di certezze. Un mondo che la guerra spazzerà via. Nella seconda parte, i tre sono in Vietnam e vivono l'orrore della guerra. La terza parte ci mostra le conseguenze che la guerra ha lasciato in loro.

Ma quali cono le conseguenze che la guerra lascia nei tre? Michael torna a casa pieno di medaglie, ma si sente un estraneo. Rifiuta addirittura d'essere festeggiato da perenti e amici: la guerra è morte e orrore, non c'è niente da festeggiare. Pur avendo il carattere più forte tra i tre, la guerra l'ha cambiato. Per esempio, non riesce più ad andare a caccia di cervi, come faceva prima del Vietnam. Perché non riesce più a uccidere nemmeno un animale.

Steven, che in guerra ha perso le gambe, torna senza più voglia di vivere. Ormai invalido, non riesce a capire se il vero orrore è quello che gli ha fatto perdere le gambe o quello che ha trovato al ritorno a casa: sua moglie ha approfittato della sua assenza per tradirlo.

Nick resta in Vietnam. Ogni sera, rischia la vita nelle bettole con il gioco della «roulette russa» (il giocatore punta alla tempia una pistola caricata con un solo proiettile e spara un colpo: se sopravvive vince i soldi della scommessa). Forse ha deciso così perché non perdona a se stesso la colpa d'essere sopravvissuto, al contrario di tanti suoi compagni d'armi. E ciò gli costerà la vita.

Insomma: per Cimino, la guerra è un'esperienza orribile che ci cambia per sempre. Dopo esser stati in guerra, niente è più come prima.

Il film termina con il funerale di Nick. Alla fine della cerimonia, gli amici di Nick cantano God bless America, una canzone patriottica americana. La cantano per sentirsi uniti, dopo tanto dolore. E perché sentono l'esigenza di sperare insieme in un futuro migliore. Cimino immagina che siano tutti gli Americani a cantare insieme la canzone, per sentirsi uniti e finalmente superare quel difficile momento storico che fu la guerra in Vietnam per l'America.

     
 
 
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