Torna alla home
a
home > film > Il fascino discreto della borghesia
a
Chi sono
Libri
Film
Concerti
Web writing
Contatti

Il fascino discreto della borghesia
di Luis Buñuel
Con F. Rey, P. Frankeur, D. Seyrig, S. Audran, M. Vukotic, M. Piccoli
Anno: 1972
Durata: 100 min.
a
Un film pieno d'ironia (a partire dal titolo) e di scene divertenti.

Un gruppo di ricchi borghesi si trova più volte seduto a tavola, per mangiare. Ma ogni volta un imprevisto interrompe il pasto.

Buñuel denuncia la borghesia: per lui ha fallito. Questa classe sociale avrebbe dovuto rendere felice chi ne fa parte e guidare le altre classi al progresso. Ma non è stato così. Perché la borghesia ha molti difetti. I borghesi protagonisti del film non riescono neanche a mangiare. Poi, in certe scene, camminano per strada con passo svelto. Ma non si capisce dove vanno.

Buñuel ci mostra una borghesia ipocrita, prepotente, egoista e perfino delinquente. Ma anche le classi sociali che la appoggiano (il clero, la polizia, l'esercito) hanno gli stessi difetti. Uno dei protagonisti del film è l'ambasciatore dell'immaginaria repubblica di Miranda. Repubblica immaginaria in tutti i sensi, visto che Buñuel la descrive come uno stato senza libertà.

Buñuel ci dice anche che ogni rivoluzione è ingenua. La rivoluzione si oppone al potere dei borghesi, ma il suo sforzo è inutile. Perché la rivoluzione non può cambiare il mondo e renderlo migliore. Insomma: nessuna classe sociale si salva.

L'unica cosa che unisce tutti, dai borghesi ai rivoluzionari, è la morte. Come ha scritto Oreste Del Buono, parlando del film: «La morte è sempre lì, ha sempre il suo coperto a tavola, d'accordo. Solo che spesso lo dimentichiamo per sognare che una classe si salvi al contrario di un'altra».

Anche in questo film, Buñuel ci parla del sogno. I protagonisti vivono in sogno i pericoli che riescono a evitare da svegli. Di più: sogno e realtà si confondo man mano che il film procede. Alla fine, facciamo fatica a distinguere ciò che è realtà da ciò che è sogno. Buñuel, ancora una volta, sottolinea che la borghesia vive nel mondo dei sogni.

 
     
 
 
 
[home] [chi sono] [libri] [film] [concerti] [web writing] [contatti]


alessandro@parlochiaro.it