Torna alla home
a
home > film > Il posto delle fragole
a
Chi sono
Libri
Film
Concerti
Web writing
Contatti

Il posto delle fragole
di Ingmar Bergman
Con V. Sjostrom, I. Thulin, B. Andersson, G. Bjornstrand, J. Kindahl
Anno: 1957
Durata: 85 min.
a
Un capolavoro che parla di argomenti importanti.

Stoccolma, Svezia. Isaac Borg, un vecchio medico in pensione, va in auto nella città di Lund a ritirare un premio per la sua lunga e brillante carriera. Nel viaggio, scoprirà cose della sua vita che ignorava.

Borg ha avuto molte soddisfazioni dal suo lavoro. È stato un medico stimato e un professore autorevole. Vista da fuori, la sua vita è stata perfetta. In realtà, Borg è sempre stato un uomo solo. Perché ha rinunciato alle emozioni, è stato arido. Ha pensato solo a sé: è stato egoista. Per la società, Borg ha vinto. In realtà, ha perso. Perché non ha mai amato e non si è mai fatto amare.

Bergman denuncia l'egoismo degli uomini. Amare è impegnativo e difficile, perché spesso l'amore fa soffrire. Ma se rinunciamo ad amare gli altri, rischiamo di diventare come Borg. Rischiamo di perdere la nostra umanità.

Il film ci parla anche della morte. L'uomo non può conoscerla. Davanti alla morte prova paura, angoscia. È inevitabile.

Bergman ci mostra lo scontro tra chi crede in Dio e chi no. Chi ha ragione? Cioè: Dio c'è o no? Nessuno può rispondere a questa domanda con certezza. E infatti Bergman si limita a tirar fuori la questione, senza pretendere di darci una risposta. Una cosa è però certa: l'uomo ha sete d'infinito e bisogno di verità stabili.

Il posto delle fragole è il luogo della felicità. Per Bergman, la felicità si trova nella nostra infanzia, nella nostra giovinezza. Cioè in quelli che sono i periodi spensierati della nostra vita. Tutto il film è memoria, ricordo di questo paradiso felice che tutti, prima o poi, perdiamo. Perché il tempo vola e presto ci porta i problemi dell'età adulta. Però, se apriamo il nostro cuore al calore dei sentimenti, possiamo ritrovare parte di quel paradiso. Altrimenti potremo solo rifugiarci nel ricordo. Anzi: nel rimpianto. Come Borg.

Bergman ci parla anche del rapporto tra genitori e figli. La madre di Borg è una donna dal cuore arido: suo figlio ha preso da lei. A sua volta, Borg ha contagiato suo figlio: anche quest'ultimo è diventato medico e ha difficoltà ad amare. I figli imparano dai genitori. Nel bene e nel male.

 
     
 
 
 
[home] [chi sono] [libri] [film] [concerti] [web writing] [contatti]


alessandro@parlochiaro.it