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Qualcuno volò sul nido del cuculo
di Milos Forman
Con J. Nicholson, L. Fletcher, B. Dourif, W. Redfield, P. Roth, D. De Vito
Anno: 1975
Durata: 134 min.
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Un film duro che, senza girarci intorno, racconta verità scomode.

Randle McMurphy è un delinquente di strada che si finge pazzo per evitare il carcere. Viene così ricoverato nel manicomio di stato. Il suo senso di ribellione darà problemi all'ordine dell'istituto e gli farà avere l'antipatia della crudele infermiera Ratched.

Forman ci racconta la triste realtà di tanti manicomi. Questi istituti dovrebbero aiutare i pazienti a guarire o a vivere con dignità, se la loro malattia è incurabile. Molto spesso, però, i manicomi sono posti in cui i pazienti sono trattati da bestie. E la loro malattia peggiora.

Eppure, oltre che giusto, trattare i pazienti da persone è anche una medicina efficace. Se li trattiamo in modo umano, i cosiddetti matti possono fare progressi. Possono addirittura comportarsi da uomini normali. Basta dargli un po' di fiducia e di dignità. Invece, se li trattiamo da uomini inferiori, perderanno la stima di sé e si sentiranno matti sul serio.

Davvero negativo il personaggio dell'infermiera Ratched. Forman ci mostra il volto indifferente e crudele del male umano. Il male dell'uomo è dappertutto: sa anche travestirsi da cura. Più che la malattia, è infatti la fredda e dura Ratched ad annullare le menti dei pazienti. Eppure dovrebbe essere la persona che li aiuta a stare meglio.

Lo spirito di ribellione di McMurphy va oltre i confini di un manicomio. È una lezione a non cedere mai all'oppressione di un sistema.

Bellissima la scena finale. Grande Capo (un pellerossa che, come McMurphy, si è finto pazzo per non andare in carcere) scappa. Ma prima «libera» McMurphy. La cultura dell'uomo bianco s'è imposta nel mondo intero. Ma i suoi valori sono tutti buoni? La nostra società è perfetta? No, dice Forman. Dovremmo fermarci e pensare al mondo che abbiamo costruito. Ecco perché è proprio Grande Capo, con la sua saggezza antica e umana, a «liberare» McMurphy.

 
     
 
 
 
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