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Quell'oscuro oggetto del desiderio
di Luis Buñuel
Con F. Rey, C. Bouquet, A. Molina, M. Vukotic, J. Bertheau, J. Debary
Anno: 1977
Durata: 110 min.
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Un film pieno d'ironia che parla del rapporto tra uomo e donna.

Mathieu, un ricco vedevo in là con gli anni, perde la testa per Conchita, una ragazza bella e furba. Conchita userà il potere che ha su di lui per farne il suo burattino.

Buñuel ci mostra che cosa capita se in amore non siamo razionali. Mathieu desidera alla follia Conchita. La ragazza lo capisce e rinvia all'infinito il momento in cui farà l'amore con lui. L'attesa aumenta così tanto il desiderio di Mathieu che Conchita diventa la sua ossessione sessuale. Mathieu diventa schiavo dei capricci di Conchita. Insomma: in amore dobbiamo essere lucidi, razionali. Altrimenti, perdiamo la dignità, come Mathieu.

Buñuel usa due attrici per interpretare Conchita, la Bouquet e la Molina. Il motivo? Il comportamento di Conchita è quello di tutte le donne. Per Buñuel, tutte le donne sono infatti uguali. Sono esseri forti e pericolosi. L'uomo è debole rispetto a loro e cade sempre nella loro trappola. Tra i due sessi c'è una guerra. E la vittoria è sempre della donna.

Se le cose stanno così, come dovrebbe comportarsi un uomo? Buñuel, con ironia, ci propone il punto di vista di Martin, il cameriere di Mathieu. Per Martin, le donne non valgono niente e andrebbero trattate col bastone. O bastonare o farsi bastonare, quindi.

Anche in questo film, Buñuel critica i fanatici religiosi. Cioè chi pensa che la religione sia l'unica cosa importante al mondo. Per Buñuel, in nome della religione si fanno stragi orribili. Come fanno i terroristi nel film. E su questo la religione tace, è ipocrita.

Buñuel attacca anche la borghesia. Ce la mostra ridicola, stupida e arrogante. Anche questo è un argomento caro al regista spagnolo.

 
     
 
 
 
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