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Rapina a mano armata
di Stanley Kubrick
Con S. Hayden, C. Gray, V. Edwards, J. C. Flippen, M. Windsor
Anno: 1956
Durata: 83 min.
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Tanti registi hanno trovato ispirazione studiando questo film, che racconta una rapina finita male. Sono passati cinquant'anni, ma questo film di Kubrick continua a essere un esempio di ottimo cinema.
Kubrick adorava il gioco degli scacchi. Lo capiamo dalla disposizione a scacchiera dei personaggi in molte scene dei suoi film. Per esempio, troviamo questa disposizione all'inizio di Arancia meccanica e nelle battaglie di Barry Lyndon. Inoltre, in molti film di Kubrick si gioca una partita a scacchi. Ed è proprio la logica degli scacchi a reggere la trama di questo suo lavoro: il colpo è organizzato bene, ogni pezzo è al suo posto, tutto sta andando bene. Peccato per un paio d'errori che saranno decisivi: partita persa.
Il film conserva un grande fascino. E non solo per il finale a sorpresa. Nelle scene la luce arriva spesso dall'alto: sembra sottolineare il senso di colpa dei protagonisti. I rapporti tra i cattivi e le loro vittime, le esistenze che s'incrociano, i diversi punti di vista della rapina, il destino che non dà una seconda occasione: tutto gira su una struttura geniale e complessa, ma piena d'armonia.
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