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Shining
di Stanley Kubrick
Con J. Nicholson, S. Duvall, D. Lloyd, S. Crothers
Anno: 1980
Durata: 120 min.

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Ispirato al romanzo di Stephen King, questo capolavoro è un film di paura pieno di tensione. Vi terrà col fiato sospeso per tutto il tempo.

Lo scrittore Jack Torrance è assunto in un albergo come custode invernale. L'albergo si trova in una zona fuori mano ed è chiuso fino a primavera. Jack pensa che lì, in quella solitudine, potrà scrivere in pace. Così, parte entusiasta, con moglie e figlio. Però, una volta sul posto, capiteranno fatti strani. E Jack si trasformerà in un folle assassino.

Kubrick affronta il tema della follia umana. La pazzia è sempre con noi e può uscire in ogni momento. Di più: può farci colpire chiunque, perfino chi amiamo.

La storia ci parla di tre persone sole che si scontrano. Jack è solo perché insegue il successo. Wendy, sua moglie, è sola perché è fragile. Danny, il loro figlio, è solo perché i genitori non lo amano abbastanza e allora scappa nel suo mondo di fantasmi. Ma i fantasmi di Danny (e quelli che anche Jack inizierà a vedere) sono frutto di una mente malata di solitudine.

La colpa di tutta questa solitudine è della società. Infatti, viviamo in una società che pensa solo a correre: il rapporto umano non c'è più. Insomma: Kubrick ci mette davanti a uno specchio e ci costringe a guardare i problemi della nostra società.

Shining è anche un viaggio dentro il cervello. Il cervello è rappresentato dal labirinto dei corridoi e dal labirinto di siepi in giardino. Noi vorremmo uscire dal labirinto (che spesso ci porta alla follia), ma non possiamo farlo. Perché nessuno può scappare da se stesso. Non a caso, nella scena finale, compare una foto di Jack giovane. Lui, dal labirinto di corridoi dell'albergo, non s'era mai mosso.

Anche in questo film, Kubrick ci dice che il male non è fuori ma dentro di noi. E che la cosa riguarda tutti.

 
     
 
 
 
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