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Tre colori: film rosso
di Krzysztof Kieslowski
Con I. Jacob, J. L. Trintignant, F. Feder, J.-P. Lorit, S. Lebihan
Anno: 1994
Durata: 96 min.

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Un capolavoro di poesia che ci parla di argomenti importanti.

Ginevra, Svizzera. Valentine studia danza e fa la modella. Un vecchio giudice ha invece la mania di spiare le conversazioni telefoniche dei vicini. L'incontro casuale tra i due cambierà le loro vite.

Film rosso è il terzo di tre film sui colori della bandiera francese. Gli altri due sono Film blu e Film bianco. Il rosso indica la fraternità (cioè il sentimento d'amicizia e solidarietà tra estranei).

Valentine e il vecchio giudice sono persone molto diverse: per età e carattere. Non hanno niente in comune. Ma la fraternità supera le barriere che ci dividono. Non conta se c'è una difficoltà iniziale, come tra i due protagonisti. Se lo vogliamo, la solidarietà vince. Perché, in fondo, in questa nostra società, siamo tutti soli. E la fraternità ci fa uscire dalla solitudine.

Kieslowski ci dice quant'è importante comunicare e farlo bene. Non comunicare (o farlo male) ci fa perdere parte della nostra umanità. Come succede al vecchio giudice, che ha scelto la solitudine. O come succede a Valentine e al suo ragazzo, che, per quanto si parlino al telefono, non comunicano.

Altro tema è il confronto tra giovani e vecchi. Da una parte, ci sono l'energia e la speranza della giovinezza. Dall'altra, l'esperienza amara e le delusioni di tutta una vita. Chi ha ragione?

E poi: che ne sarebbe stato dei due protagonisti se il caso non li avesse fatti incontrare? E il giovane giudice, cui capitano le stesse cose che capitarono da giovane al vecchio giudice? C'entra addirittura il destino. Insomma: non siamo liberi. Dipendiamo dal caso, dall'ambiente in cui viviamo, da chi ci è vicino. La scena finale, riunendo tutti i protagonisti dei tre film, conferma che il caso è il giudice supremo.

Nel film, molti oggetti sono rossi. Per ricordarci il tema principale.

     
 
 
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