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Viridiana
di Luis Bu
ñuel
Con S. Pinal, F. Rey, F. Rabal, M. Lozano, V. Zinny, T. Rabal, J. Roa
Anno: 1961
Durata: 87 min.

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Un film che fece scandalo. Perché denuncia l'ipocrisia della nostra società e attacca certi aspetti della religione.

Viridiana è una bella ragazza che sta per diventare suora. Prima di entare in convento, la giovane fa visita allo zio, un vecchio e ricco vedovo. L'incontro tra i due cambierà la vita d'entrambi.

La nostra società è falsa. L'uomo, quand'è tra gli altri, si comporta bene. Quand'è solo, dà libero sfogo ai suoi istinti. Di più: l'uomo è proprio una bestia. Non ha rispetto neanche di chi gli ha fatto del bene. Che sia ricco o povero, l'uomo è violento e ingrato.

Il film è stato accusato di offendere la religione cattolica. In effetti, il regista attacca senza pietà ciò che crede sbagliato in essa. Per lui, la religione è troppo ingenua. Viridiana è infatti una ragazza che si fida troppo degli altri. Le prime difficoltà della vita spazzeranno via le sue certezze e perfino la sua fede. Insomma: la religione non ci aiuta ad affrontare il mondo e i suoi problemi.

Buñuel non è ottimista. Dei tre protagonisti del film, nessuo è una figura positiva. Viridiana è infatti ingenua e debole: il suo progetto di vita fallirà. Lo zio è un vecchio vanitoso che vive in un mondo immobile e fuori dal tempo. Il giovane cugino è un uomo pieno d'energia, ma la sua filosofia di vita è troppo pratica: egli è freddo e incapace di amare. Per Buñuel, non c'è speranza.

Un film che ci parla dell'ossessione sessuale. Il vecchio zio desidera così tanto la nipote che il suo desiderio lo farà morire. Anche il cugino desidera Viridiana e, alla fine, l'avrà. Anche qui si vede come gli uomini siano falsi e non si fermino davanti a niente.

Coraggiose alcune scene. Come quella della cena dei poveri: Buñuel ricostruisce in modo osceno il quadro L'ultima cena di Leonardo. Si capisce perché la Chiesa cattolica si sia offesa.

     
 
 
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