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Basket & zen
di Phil Jackson e Hugh Delehanty
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Un libro che parla di sport e di filosofia. E che ci insegna cose utili per la vita di tutti i giorni.

Jackson è un allenatore di pallacanestro (cioè l'uomo responsabile degli allenamenti e dei risultati sportivi di una squadra di pallacanestro). In particolare, Jackson è l'allenatore che più ha vinto nella storia del campionato di pallacanestro americano. L'altro autore è un giornalista che ha aiutato Jackson a scrivere il libro.

Jackson ci racconta la sua carriera da giocatore e da allenatore, fino al 1998. Ci spiega che, nel suo lavoro e nella sua vita, è stata molto importante la filosofia zen. Si tratta di una filosofia legata al Buddismo (una religione dell'Asia orientale). Questa filosofia ha l'obiettivo di liberare l'uomo dai sentimenti cattivi e sbagliati. Perché solo così l'uomo è libero di diventare se stesso e di raggiungere la verità. Per far ciò, la filosofia zen usa una serie di esercizi mentali per rilassare la mente e migliorare l'attenzione.

Le osservazioni di Jackson sono utili anche nella vita quotidiana, oltre che nello sport. Per esempio, Jackson ci dice che è importante restare attenti durante tutta la partita, non solo per un po'. Perché così siamo pronti a reagire agli imprevisti e alle difficoltà. Un'osservazione che, appunto, è utile anche nella vita di ogni giorno. Insomma: ogni volta che Jackson parla di partita di pallacanestro, parla di vita.

Altri consigli di Jackson? Un giocatore non deve mai rispondere agli insulti degli avversari o del pubblico. Sennò si distrae e perde di vista ciò che è importante, cioè dare il massimo per vincere. Inoltre, un giocatore può anche avere molto talento, ma diventa un campione solo se si allena e fa sacrifici tutti i giorni. E ancora: un vero campione ha rispetto per i compagni di squadra, per l'allenatore, per i dirigenti e per i tifosi. Ma anche per gli avversari. Inoltre, un vero campione mette al primo posto le esigenze della squadra, non le sue. Perché un vero campione non è egoista: fa ciò che serve a far vincere la sua squadra, non ciò che gli fa avere i titoli sui giornali.

A volte, bisogna dare un po' di libertà ai giocatori. Infatti, in certi casi, è più utile una giornata di svago che un allenamento intenso. Insomma: un allenatore dev'essere umano, non duro. E deve aver rispetto dei suoi giocatori. Deve cioè essere sempre calmo e fiducioso con loro, anziché urlargli contro e perdere la fiducia. Questo è utile soprattutto nelle partite, quando la squadra sta perdendo.

Ma la cosa più importante per una squadra è la sua mentalità, cioè i suoi valori e il suo modo di vedere le cose. Solo dopo viene il gioco. Perché una squadra senza mentalità è una squadra senza identità. E una squadra senza identità non avrà mai un gioco efficace. Inoltre, la mentalità dev'essere condivisa da tutti i giocatori. Perché se alcuni remano in un senso e alcuni in un altro non si va da nessuna parte.

Il libro è studiato in molte scuole per dirigenti d'azienda. Perché la gestione di una squadra di pallacanestro ha molte cose in comune con la gestione di un'azienda.

     
 
 
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