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Bouvard e Pécuchet
di Gustave Flaubert
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Il testamento spirituale di Flaubert. Un libro che prende in giro la stupida pretesa dell'uomo d'essere al centro dell'universo e ogni verità che non si mette mai in discussione. Un libro pieno di un'ironia senza pietà.
I protagonisti sono due mediocri impiegati che decidono di cambiar vita. Ma fanno tre errori. Il primo è fidarsi troppo della loro scarsa intelligenza. Il secondo è buttarsi sui libri senza senso critico. Il terzo è credere che nel mondo possa esserci progresso. Falliranno.
Bouvard e Pécuchet sono due stupidi. Il loro entusiasmo e la loro curiosità per la vita sono così infantili che li portano a credere che tutto sia possibile e facile. A loro spese, scopriranno che non è così. Perché conoscere la vita e far esperienza sono cose legate al dolore, alla sofferenza.
Flaubert ci dice di non esagerare con la nostra curiosità. Diamo un limite anche alla nostra fantasia. E stiamo attenti ai libri: non tutti sono buoni. Usiamo la testa e valutiamo, caso per caso. Infine, non prendiamoci troppo sul serio: non siamo dei.
Per scrivere il libro, Flaubert studiò moltissime scienze. Nell'opera si parla infatti di chimica, matematica, elettricità, agricoltura, botanica e di tanti altri argomenti. Lo studio gli portò via così tanto tempo che morì prima di finire il libro.
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