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Breviario del caos
di Albert Caraco

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Un libro bello ma terribile, perché ci parla dell'angoscia di vivere. Si tratta di una serie di brevi pensieri, pubblicati nel 1982, nove anni dopo il suicidio dell'autore.

Per Caraco, nel mondo c'è solo una cosa certa: la morte. Infatti, «noi tendiamo alla morte, come la freccia al bersaglio, e mai falliamo la mira, la morte è la nostra unica certezza».

L'umanità è una massa d'ignoranti. Perché nessuno capisce che la morte è l'unica verità e che siamo solo un mucchio d'atomi destinato un giorno a sparire. Anzi: l'uomo crede addirittura d'essere libero e di poter raggiungere la felicità. Una cosa ridicola, perché alla morte i conti tornano sempre, mentre a noi mai. Siamo perciò una massa di sonnambuli, cioè dormiamo in piedi.

La nostra ignoranza non viene solo dalle nostre idee ingenue. Siamo ignoranti anche per colpa di filosofi, scienziati, politici e religiosi. Ci hanno infatti convinti che la vita ha un senso e che possiamo essere felici. In realtà, ci hanno mentito. L'hanno fatto perché hanno il potere e lo vogliono mantenere. Ma avranno la loro bella punizione: creperanno come noi. Anche di loro non rimarrà niente.

Per Caraco, nessuna fede religiosa o politica può salvarci. Capire questo ci evita false speranze. Ci evita cioè una vita ridicola e ci dà un po' di dignità.

Insomma: cercare di dare un ordine al mondo è impossibile, perché il mondo non ha un ordine, non ha un senso. L'unica cosa certa è la morte. Perciò, il mondo è una prigione e noi siamo come condannati a morte: possiamo solo aspettare l'ora dell'esecuzione. E la nostra voglia di vivere è solo inutile agitazione che ci porta in modo ancora più rapido alla morte.

Caraco si augura che il caos s'impadronisca del mondo e che ci distrugga. I pochi che si salveranno potranno fondare una nuova umanità, basata sul piacere fisico, sulle sensazioni pure. Senza più avere tra i piedi un'istituzione morale, religiosa o politica. Sarà perciò l'immoralità, cioè quei valori contrari alla morale, a salvare il mondo.

Qual è il valore di uno scrittore come Caraco? Viviamo in una società consumistica, cioè in una società dove contano soprattutto i soldi e il modo di spenderli. Questa società non vuole che pensiamo alla morte e alla malattia, perché solo chi è vivo e ha salute può spendere soldi. Ma Caraco, parlandoci di continuo della morte, ci ricorda che non siamo immortali e che esiste anche un altro modo di vedere le cose. Non dobbiamo perciò preoccuparci solo di comprare abiti o automobili di lusso. Sennò facciamo il gioco della società consumistica.

Caraco è uno scrittore pieno di rabbia contro la vita. Ma ciò indica in realtà che Caraco ama la vita. Infatti, così come un amante tradito rinnega la donna amata, allo stesso modo Caraco rinnega la vita, perché si sente da lei tradito. Ma chi attacca una cosa in modo feroce mostra in realtà interesse per quella cosa, sennò l'avrebbe ignorata. Caraco ha quindi grande nostalgia per la vita. Il suo libro è perciò un grande libro sulla vita, perché le riconosce moltissimo valore.

     
 
 
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