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Dhamma-Pada
di Buddha

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Uno dei libri più importanti del Buddhismo, la religione nata in India nel 500 a.C. circa. Non è stato scritto da Buddha in prima persona.

Il Buddhismo è forse la prima religione che dà importanza al pensiero razionale. Infatti, fino ad allora, religioni e filosofie si basavano sul mito, cioè su favole che narravano le azioni magiche e straordinarie degli dèi e degli eroi. Il pensiero razionale insegna all'uomo a superare il mito. Cioè a non basare più la vita su antiche favole, ma sulla realtà obiettiva.

Buddha dice che le nostre azioni sono importanti. Perché, quando muoriamo, ci «reincarniamo». Cioè: la nostra anima esce dal nostro corpo ed entra in quello di un'altra forma di vita che sta per nascere. Se le nostre azioni sono state buone, rinasciamo in una forma di vita superiore (un uomo, per esempio). Se sono state cattive, rinasciamo in una forma di vita inferiore (un insetto, per esempio).

La catena di «reincarnazioni» si può spezzare solo con la Liberazione. Siccome la vita è dolore e ignoranza, l'uomo non solo soffre, ma neanche capisce perché soffre. Ciò a causa di maya, l'illusione. L'illusione gli nasconde la verità, lo fa restare ignorante. Così, l'uomo crede il mondo assurdo o governato da forze magiche. Con la Liberazione, l'uomo esce dall'ignoranza e vede il mondo per ciò che è: una serie d'avvenimenti tutti legati tra loro. Nulla d'assurdo o di magico, quindi.

Ma come liberarci dall'illusione? Dobbiamo rinunciare al male e alle cose inutili. La ricchezza, il sesso, il potere, la fama: sono cose che c'impediscono di liberarci. Evitiamole.

Una volta liberati, entriamo nel nirvana. Cioè uno stato d'equilibrio assoluto, di assenza del dolore, di armonia con l'universo. Il nirvana è il paradiso del Buddhismo.

Il Buddismo è una grande religione perché ha cercato risposta alle grandi domande dell'uomo. E lo ha fatto con umiltà. Perché, come si legge nel libro: «Lo stupido che sa d'esser stupido è saggio almeno per questo. Ma lo stupido che si crede saggio, lui sì che è scemo».

     
 
 
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