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Le voci
di Claudio Magris

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Un libro originale: è infatti un monologo del protagonista. Cioè: per tutto il libro, parla solo il protagonista, come se pensasse ad alta voce.

Il protagonista ci racconta la sua ossessione: ascoltare voci di donna registrate nelle segreterie telefoniche. Cioè: egli è attratto da più donne, ma non le corteggia mai e neanche ci parla. Fa solo questo: gli telefona, quando sono fuori casa, e ascolta la loro voce registrata nella segreteria telefonica.

Il protagonista vive una pazzia lucida. «Pazzia» perché solo un pazzo proverebbe più piacere ad ascoltare la voce registrata di una donna piuttosto che parlarle di persona. «Lucida» perché questa pazzia segue un metodo: il protagonista studia le abitudini di tutte le donne che ama, per esser certo di chiamarle quando sono fuori casa e hanno perciò la segreteria telefonica accesa.

Per Magris, il comportamento del protagonista è simbolo della solitudine dell'uomo moderno. Una solitudine che nasce da questo: l'uomo moderno non è più capace di comunicare con gli altri uomini. Così, capita addirittura che qualcuno trovi più facile ascoltare la voce registrata delle persone anziché parlare con le persone in carne e ossa.

Ma perché c'è tutta questa solitudine? La colpa è della tecnologia (cioè dell'applicazione pratica delle scoperte scientifiche). La tecnologia ha allontanato l'uomo dalla natura. E questo lo ha messo in crisi, perché ora egli è lontano dall'ambiente dove è sempre stato. Ciò ha fatto perdere all'uomo le sue sicurezze. La solitudine è una delle conseguenze di questa crisi.

Magris non vede una soluzione al problema. Perché il dominio della tecnologia sull'uomo sembra inevitabile e lungo. L'uomo pare perciò condannato a una crisi sempre più buia. Non a caso, alla fine del libro, il progresso della tecnologia fa sì che le segreterie telefoniche siano sostituite dai risponditori automatici (apparecchi che hanno una voce metallica già registrata). Quindi, il protagonista non può più ascoltare la voce delle donne che ama. Ne sarà così sconvolto che reagirà con folle violenza e scapperà in un bosco, lontano dalla società civile. Insomma: forse la tecnologia ci metterà così in crisi che impazziremo del tutto. La pazzia sarà perciò l'unica strada per chi vuole tornare alla natura.

Il libro, come molti dei libri di Magris, è pieno d'ironia. La sua lettura è perciò molto divertente.

     
 
 
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