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Massime
di François La Rochefoucauld

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Un bel libro, del 1661, scritto da un nobile dalla vita avventurosa. La Rochefoucauld fu infatti membro della corte francese e prese parte a duelli e battaglie.

Le Massime sono un insieme di brevi osservazioni sull'uomo e sulla vita. La Rochefoucauld è un moralista, cioè un autore che giudica le cose da un punto di vista morale e in modo severo.

La Rochefoucald non è un ottimista. Per lui, l'uomo è vittima delle proprie debolezze. Molti filosofi dicono che può vincerle, se vuole, ma La Rochefoucauld c'invita a non sprecare tempo in sforzi inutili. Infatti, per lui, non c'è niente nell'uomo che si possa cambiare. Siamo prigionieri del nostro carattere e delle nostre debolezze.

La Rochefoucauld non ha fiducia nell'umanità. Anzi: la disprezza proprio. L'uomo è ridicolo: crede d'essere una stella al centro dell'universo e non s'accorge d'essere invece un puntino insignificante alla sua periferia. Che si vergogni.

E che dire dei rapporti umani? La vita è una recita tutta costruita su sentimenti falsi. Le cose che fan girare il mondo sono l'egoismo, l'interesse, la crudeltà. Dio? La Rochefoucauld non lo nomina mai.

La filosofia di La Rochefoucald è amara, quasi disperata. Nella sua vita aveva avuto molte delusioni e poche gioie: ciò non l'aveva aiutato a essere ottimista. Ma le sue parole non sono solo lo sfogo di una persona triste. La Rochefoucauld è infatti un bravo psicologo e un attento osservatore che c'insegna molto. Perché spesso i suoi giudizi sono veri e la forza con cui denuncia i nostri difetti è quella di un amico che lo fa per il nostro bene.

     
 
 
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