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Microcosmi
di Claudio Magris
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Se esiste una perfezione del narrare, Claudio Magris è andato molto vicino al raggiungerla. Se ne accorse anche la giuria che diede a Microcosmi il premio Strega, nel 1997.
Magris ci prende per mano, con la sua scrittura gentile che somiglia allo scorrere solenne di un grande fiume, e ci guida alla scoperta di luoghi che hanno confini ben precisi: un giardino pubblico, un caffè, una chiesa eccetera. Questi sono i suoi microcosmi, cioè i suoi piccoli mondi. Lì ci fa incontrare uomini la cui esistenza è grande o minima, le cui azioni sono nobili o miserabili, la cui storia è comica o tragica.
Nei microcosmi di Magris c'è la vita, in tutti i suoi modi d'essere. E poi l'angoscia per il tempo che passa veloce e l'ombra della morte. Nelle pagine del libro c'è ognuno di noi, con la propria sete d'eterno che urla contro la miseria dell'esistenza. E Magris ci dice tutto questo con un linguaggio che accarezza la poesia.
Chi siamo? Qual è il senso della nostra esistenza? Che fare del tempo che ci rimane? Ecco le domande che Microcosmi ci spinge a farci.
Insomma, Microcosmi è il capolavoro di uno scrittore che ha capito molte cose della vita e che ha voglia di raccontarcele. Con umiltà, rispetto e ironia.
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