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Nati senza camicia
di Catena Fiorello

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Venti interviste ad altrettanti personaggi famosi che ci raccontano come hanno raggiunto il successo. Tutti i personaggi hanno in comune una cosa: non vengono da famiglie ricche.

La maggior parte delle interviste riguarda imprenditori, cioè proprietari di un'azienda. Ma ci sono anche interviste a sportivi e attori. Alla fine, confrontando le interviste, capiamo che hanno tutti lo stesso modo di pensare. E che proprio quello li ha portati al successo.

La cosa più importante per avere successo è questa: non desiderare il successo. Può sembrare assurdo, ma nessuno degli imprenditori ha creato un'azienda con l'obbiettivo di fare i soldi. Tutti hanno creato qualcosa che li faceva sentire realizzati. Punto e basta. I soldi sono venuti dopo, col tempo. E sono stati solo lo strumento di misura della loro bravura, non l'obbiettivo dei loro sforzi.

Un'altra cosa fondamentale: tutti i personaggi del libro sono felici di fare ciò che fanno. Perché fanno qualcosa per cui hanno una vocazione. Perciò, per loro, il lavoro è un piacere, una passione, un gioco.

Tutti i personaggi del libro avevano le idee chiare quando hanno creato le loro aziende. Avevano cioè un obiettivo chiaro (creare questa cosa piuttosto che quella). Così, hanno potuto concentrare tutte le loro forze solo su quell'unico obiettivo.

Il libro ci dice che un bravo imprenditore è attento alla realtà. I prodotti della sua azienda soddisfano bisogni reali della gente. Per questo tipo d'imprenditore, un problema è sempre un'occasione per creare qualcosa di buono, qualcosa di utile. Un imprenditore di questo tipo vede così perfino i problemi dentro la sua azienda.

Un imprenditore vero ha valori morali. E li dimostra nei fatti, non solo a parole. Questi valori sono: il rispetto per gli altri (anche per le persone delle aziende concorrenti), il senso di responsabilità, l'umiltà, la lealtà, l'onestà. E poi il coraggio, la tenacia, la capacità di fare gioco di squadra.

Inoltre, un imprenditore deve aver voglia di migliorare. Perché il talento va coltivato. E perché chi crede d'essere arrivato sbaglia. Perciò, l'imprenditore deve aver voglia d'imparare (specie dai suoi errori) ed essere una persona curiosa (verso tutto e tutti). Ciò significa che deve essere una persona aperta. Cioè: non deve aver paura delle novità e del confronto con cose o persone diverse da lui.

Un imprenditore ama le persone in generale e i suoi dipendenti in particolare. Perché sa che il suo successo dipende non solo dalla sua bravura, ma anche dal lavoro dei suoi dipendenti. Perché sa che una persona, da sola, non combina niente.

     
 
 
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